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Carie piccole: nemiche silenziose del sorriso – Prevenzione e Cura

Tra le patologie orali più diffuse, in sede di visita odontoiatrica, si possono riscontrare carie piccole, note anche come carie iniziali o macchie bianche, che rappresentano lo stadio precoce della malattia cariosa e che, sebbene spesso asintomatiche, richiedono comunque attenzione per evitare complicazioni.

In questo articolo viene fornita una guida completa su come prevenire le carie piccole e su come riconoscerle e curarle.

Cosa sono le carie piccole?

Le carie piccole si manifestano come piccole aree di demineralizzazione dello smalto, lo strato esterno più resistente del dente. Queste macchie, solitamente bianche o marrone chiaro, possono avere una superficie liscia o ruvida non causando, nelle fasi iniziali, alcun dolore o fastidio.
Nonostante lo stadio molto precoce è utile non sottovalutare le carie piccole.

Se non intercettate e curate tempestivamente, esse possono spesso progredire in profondità, attaccando la dentina, lo strato sottostante lo smalto, causando dolore, sensibilità e potenziali complicazioni più serie, fino a richiedere la devitalizzazione del dente o, nei casi peggiori, causandone la perdita.

Come riconoscere le carie piccole?

Riconoscere le carie nella loro fase iniziale di sviluppo non è sempre facile, l’assenza di sintomi evidenti e la scarsa alterazione estetica del dente, rendono questo problema spesso poco intercettabile.
Tuttavia, alcuni segnali possono indicare la loro presenza:

  • Macchie bianche o marrone chiaro: le macchie sono il segno distintivo delle carie iniziali e possono essere localizzate su diverse pareti del dente, tra cui le superfici occlusali o masticatorie, le superfici laterali e i bordi gengivali.
  • Rugosità al tatto: sondando la superficie del dente è possibile percepire una sensazione di rugosità o irregolarità in corrispondenza della macchia bianca.
  • Sensibilità transitoria: alcune persone possono avvertire una breve e lieve sensibilità al freddo, al caldo o ai dolci, già nelle fasi iniziali di sviluppo della carie.

Quali sono le cause delle carie piccole?

Le carie si formano a causa dell’azione di batteri presenti nel cavo orale, i quali, se non rimossi regolarmente, si organizzano in colonie, originando la placca batterica.

I batteri cariogeni, nutrendosi degli zuccheri presenti nei cibi e nelle bevande, producono acidi che intaccano lo smalto del dente, causando la sua demineralizzazione e dando origine a macchie puntiformi tipiche delle carie iniziali.

Tra i fattori che possono favorire la formazione delle carie piccole troviamo:

  • Scarsa igiene orale
  • Dieta ricca di zuccheri
  • Secchezza delle fauci
  • Fattori genetici

Come prevenire le carie piccole?

Prevenire la formazione delle lesioni cariose è fondamentale per mantenere una bocca sana.

Alcune semplici abitudini possono fare la differenza:

  • Mantenere una corretta igiene orale: lavare i denti accuratamente tre volte al giorno, a breve distanza dai pasti, con uno spazzolino morbido e un dentifricio al fluoro. Utilizzare il filo interdentale quotidianamente per pulire le zone tra i denti dove lo spazzolino non arriva.
  • Limitare il consumo di zuccheri: ridurre il consumo di cibi e bevande zuccherate, soprattutto tra i pasti. Preferire alternative più salutari come frutta, verdura e acqua.
  • Masticare gomme senza zucchero: se non si ha la possibilità di lavare subito i denti, masticare gomme senza zucchero dopo i pasti può aiutare a stimolare la produzione di saliva neutralizzando gli acidi presenti nel cavo orale.
  • Visite dentistiche regolari: sottoporsi a visite dentistiche regolari, almeno ogni sei mesi, per consentire al medico di individuare precocemente le carie piccole tramite sondaggi specifici e lastre endorali, così da intervenire tempestivamente con trattamenti appropriati.

Come curare le carie piccole?

Il trattamento delle carie dipende dalla loro gravità e dalla loro estensione. Nelle fasi iniziali, quando la carie non si è ancora sviluppata in profondità, si può optare per un trattamento non invasivo, come la rimozione con laser, la fluorizzazione topica o la sigillatura.

  • Fluorizzazione topica: la fluorizzazione topica consiste nell’applicazione di gel o vernici ad alto contenuto di fluoro sulla superficie del dente demineralizzato. Il fluoro aiuta a rafforzare lo smalto e a rimineralizzarlo, arrestando la progressione della carie.
  • Sigillatura: la sigillatura consiste nell’applicazione di una resina fluida nei solchi degli elementi diatorici (molari e premolari). Questo trattamento crea una barriera protettiva che impedisce ai batteri e agli zuccheri di svilupparsi penetrando negli strati del dente e causando ulteriori danni.

Nei casi in cui la carie abbia già intaccato la dentina, si deve procedere con la sua completa rimozione e con l’esecuzione di un’otturazione.

  • Otturazione: l’otturazione consiste nell’eliminazione del tessuto cariato e nel riempimento della cavità con un materiale biocompatibile. L’otturazione ripristina la funzionalità e l’estetica del dente, impedendo il progredire della carie e proteggendo la polpa dentaria.

In casi rari e gravi, se la carie ha raggiunto la polpa dentaria, potrebbe essere necessaria una devitalizzazione del dente.

  • Devitalizzazione: essa consiste nella rimozione della polpa dentaria infetta e nella sigillatura dei canali radicolari. Questo trattamento è necessario per alleviare il dolore e prevenire la formazione di ascessi.

Fonte foto: Pavel Danilyuk su PexelsLa foto non rappresenta persone legate all’argomento di questo articolo (modello/a in posa)