La sclerodermia sistemica.

La sclerodermia sistemica (o sclerosi sistemica) è una malattia autoimmune cronica del tessuto connettivo. Il sistema immunitario, per motivi non completamente chiariti, induce una produzione eccessiva di collagene, che provoca un progressivo irrigidimento della pelle e può coinvolgere anche organi interni come polmoni, cuore, reni e apparato gastrointestinale.

Dal punto di vista odontoiatrico è una delle malattie sistemiche che può avere un impatto molto importante sulla salute orale.

Principali effetti su denti e bocca

1. Microstomia (ridotta apertura della bocca)

È probabilmente il segno più caratteristico.

La fibrosi della cute e dei muscoli periorali rende la bocca progressivamente più piccola e rigida, con conseguenti difficoltà a:

  • lavare correttamente i denti; 
  • usare il filo interdentale; 
  • effettuare cure odontoiatriche; 
  • inserire protesi. 

Questo aumenta indirettamente il rischio di carie e malattie gengivali.

2. Xerostomia (bocca secca)

Molti pazienti sviluppano una ridotta produzione di saliva, soprattutto quando coesiste una sindrome di Sjögren.

La saliva protegge naturalmente i denti; quando diminuisce aumentano:

  • carie diffuse; 
  • erosioni dentali; 
  • candidosi orale; 
  • alitosi; 
  • difficoltà nella deglutizione. 

3. Maggior rischio di carie

La combinazione tra:

  • bocca secca, 
  • difficoltà nell’igiene orale, 
  • alterazione del microbiota orale, 

porta spesso a un aumento delle carie, soprattutto cervicali e radicolari.

4. Malattia parodontale

La sclerodermia non causa direttamente la parodontite, ma può favorirla perché:

  • l’igiene orale diventa più difficile; 
  • la risposta immunitaria è alterata; 
  • possono verificarsi modificazioni dei piccoli vasi sanguigni gengivali. 

5. Riassorbimento mandibolare

È un reperto relativamente raro ma molto caratteristico.

Alla radiografia possono comparire riassorbimenti ossei in corrispondenza di:

  • angolo mandibolare; 
  • ramo mandibolare; 
  • processo coronoideo; 
  • condilo. 

Si pensa siano legati sia alla vasculopatia sia alla pressione esercitata dai tessuti fibrotici.

6. Alterazioni dell’articolazione temporo-mandibolare

Possono comparire:

  • limitazione dei movimenti; 
  • dolore; 
  • rigidità; 
  • difficoltà nella masticazione. 

7. Riassorbimento delle radici dentarie

È molto meno frequente, ma in alcuni pazienti sono stati descritti riassorbimenti radicolari esterni.

Cosa vede il dentista alla radiografia?

Tra i reperti più tipici si possono osservare:

  • allargamento dello spazio del legamento parodontale (molto caratteristico); 
  • riassorbimenti dell’osso mandibolare; 
  • riduzione dell’apertura orale durante l’esame clinico. 

L’allargamento diffuso dello spazio del legamento parodontale è considerato uno dei segni radiografici più caratteristici della sclerosi sistemica.

Come si gestisce il paziente

Il trattamento richiede un approccio multidisciplinare con reumatologo e odontoiatra.

Le misure principali comprendono:

  • richiami di igiene orale più frequenti; 
  • dentifrici ad alto contenuto di fluoro nei pazienti ad alto rischio; 
  • saliva artificiale o farmaci stimolanti la salivazione quando indicati; 
  • esercizi quotidiani di stretching per aumentare l’apertura della bocca; 
  • controlli radiografici periodici; 
  • prevenzione intensiva della malattia parodontale. 

Un aspetto interessante

In alcuni pazienti il dentista può essere il primo professionista sanitario a sospettare la malattia, osservando una combinazione di:

  • apertura orale molto ridotta; 
  • pelle del volto tesa e lucida; 
  • allargamento dello spazio del legamento parodontale nelle radiografie; 
  • xerostomia. 

Questi segni, soprattutto se presenti insieme, possono indirizzare verso una valutazione reumatologica precoce, consentendo una diagnosi più tempestiva della sclerodermia sistemica.