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Recessione gengivale: cause, prevenzione, sintomi trattamenti, risoluzione problema

La condizione di recessione gengivale, conosciuta anche come “gengive ritirate”, si presenta come una manifestazione patologica che può innescarsi gradualmente senza che la persona ne abbia piena consapevolezza.

Si tratta di un processo di retrazione progressiva delle gengive, il quale, tramite interventi mirati, può essere contenuto e completamente risolto.

La recessione gengivale è un fenomeno piuttosto diffuso, ed è doveroso sottolineare che si tratta di una condizione reversibile, purché gestita con sollecitudine, al fine di prevenire un possibile aggravarsi della situazione.

La diagnosi della recessione gengivale non avviene sempre in modo immediato, specialmente nelle fasi iniziali.

Questo accade perché si tratta di un processo lento e progressivo, che non ha un impatto estetico subito evidente, tale da allertare il paziente.

È frequente, infatti, che ci si accorga della problematica solo quando si verifica un aumento della sensibilità dentale o si noti un cambiamento nelle dimensioni e nel colore dei denti, che appaiono più lunghi e più scuri alla cervice.

L’alterazione estetica del dente riflette dunque la progressiva retrazione del tessuto gengivale.

A tal proposito è essenziale monitorare con costante attenzione il disturbo associato alla recessione gengivale, poiché tende a esporre le radici dentali, soprattutto quelle proprie dei canini e dei premolari, causando una maggiore sensibilità, l’insorgere di alitosi e danni, a vario livello, dello smalto dentale e della dentina radicolare.

Recessione gengivale: sintomi

I sintomi della recessione gengivale si manifestano nel corso del tempo e includono principalmente la modifica dell’aspetto estetico, la formazione di spazi tra i denti, ipersensibilità, abrasione della radice esposta, arrossamento e gonfiore gengivale.

La recessione gengivale, oltre a rappresentare un problema da un punto di vista estetico, richiede attenta sorveglianza da parte del paziente e del suo dentista. La recessione gengivale può associarsi talvolta ad un peggioramento dello spazio tra dente e gengiva, noto come “tasca”, favorendo l’insediamento di batteri che potrebbero compromettere in vari modi la salute generale della bocca, danneggiando anche i tessuti di supporto dei denti.

I canini e i premolari sono i denti maggiormente suscettibili alla recessione gengivale, mostrando sensibilità e alterazioni estetiche, oltre a sanguinamento e gonfiore gengivale, aspetti che richiedono un’attenta indagine.

Recessione gengivale: prevenzione e moderne tecniche di intervento

Per quanto concerne la prevenzione è consigliabile attuare un corretto metodo di spazzolamento dei denti, sottoponendosi regolarmente a controlli odontoiatrici presso un dentista di fiducia, il quale potrà avvalersi delle più avanzate tecniche diagnostiche per valutare accuratamente lo stato e la salute globale e specifica della cavità orale del paziente.

Le moderne tecniche chirurgiche consentono ai professionisti odontoiatri di adottare un approccio sempre più conservativo e minimamente invasivo nel trattamento rigenerativo del tessuto gengivale ritirato. La combinazione fra corretta igiene orale domiciliare, professionale e l’approccio chirurgico, consentono la risoluzione di ogni problematica, garantendo un intervento mirato e personalizzato, salvaguardando i denti naturali del paziente e minimizzando l’invasività di ogni intervento.

Fonte foto: Immagine di zinkevych su Freepik – La foto non rappresenta persone legate all’argomento di questo articolo (modello/a in posa)