DENTI DEL GIUDIZIO: TUTTO CIÒ CHE DEVI SAPERE!

denti del giudizio, detti terzi molari o ottavi, sono gli ultimi denti che si sviluppano all’interno del cavo orale, maturando generalmente dopo i 18 anni. In circa 9 persone su 10, almeno un dente del giudizio rimane coperto parzialmente o totalmente dalla gengiva e in questo caso viene detto “incluso”.

Può essere opportuno all’età di 14/15 anni sottoporsi a un’ortopantomografia, per controllare la crescita dei denti del giudizio ed evitare che le radici dei terzi molari entrino in contatto con il nervo della mandibola.

Tra le domande più comuni dei nostri pazienti sicuramente vi è quella relativa all’estrazione dei medesimi: “Ma è sempre necessario rimuoverli?”

I denti del giudizio si possono tenere qualora l’arcata sia pronta ad accoglierli, spuntino dritti e non diano problemi masticatori né difficoltà nell’igiene orale quotidiana.

I problemi che possono derivare dall’inclusione totale o parziale del dente del giudizio sono:

• dolore;

• gonfiore (infezione);

• danno ai denti vicini (riassorbimento o frattura delle radici);

• formazione di cisti (quando la membrana, sacco follicolare, che avvolge il dente si riempie di liquido);

• neoformazioni tumorali (conseguenza di cisti non trattate).

Molto spesso purtroppo la sintomatologia legata a questi problemi è minima e i danni appaiono solo quando la situazione è ormai compromessa.

Grazie alle più evolute tecnologie in uso presso la nostra struttura tra cui la Tac 3D, la Piezo Surgery e la sedazione cosciente, unite all’utilizzo di tecniche chirurgiche sempre più avanzate, la rimozione dei denti del giudizio viene eseguita sempre nell’ottica di mini invasività e massimizzazione dei risultati. Un dente del giudizio incluso deve essere gestito dallo specialista, capace di gestire le complicazioni, ridurre ai minimi termini i rischi e facendo si che, anche il caso più complesso, non debba richiedere più di 45-50 minuti complessivamente per l’estrazione.

Come comportarsi nel post intervento?

Le moderne tecniche di anestesia e sedazione permettono di effettuare interventi sia semplici sia complessi senza che il paziente percepisca alcun dolore. Il post trattamento richiede alcuni accorgimenti alimentari per 7-10 giorni e la sintomatologia è assolutamente controllabile e gestibile con adeguate terapie farmacologiche.

Nuove frontiere in chirurgia orale ed estrattiva: la tecnologia piezoelettrica

La chirurgia tradizionale, si basa sull’utilizzo di attrezzature come frese, lame ossee, trapani.

Questi strumenti agiscono indistintamente sui diversi tessuti orali, coinvolgendo anche quelli sui quali non sarebbe necessario intervenire, questo è causa pertanto di un maggior traumatismo e rappresenta un rischio per le mucose e le fibre nervose.

La piezochirurgia rappresenta una rivoluzione assoluta nel campo della chirurgia ossea ed estrattiva.

Questa nuova tecnologia estremamente raffinata si basa sull’utilizzo di particolari frequenze di ultrasuoni, tali frequenze risultano infatti selettive sul tipo di tessuto interessato, non agendo né danneggiando gli altri tessuti adiacenti.

Lavorando al posto degli strumenti meccanici tradizionali, gli inserti piezoelettrici attivati dagli ultrasuoni agiscono micrometricamente sull’osso e sul legamento parodontale che trattiene il dente da estrarre, aumentando la sicurezza e riducendo drasticamente il traumatismo della manovra chirurgica.

In questo modo i pazienti, anche dopo estrazioni o manovre chirurgiche complesse, sono in grado di minimizzare i disagi e di riprendere più rapidamente le normali abitudini alimentari e lo stile di vita quotidiano.

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